05/11/2004

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NOVITA' in LIBRERIA
I capi in azienda
Un'indagine sul management italiano...
recensione di Spotter

LIBRO: "I CAPI IN AZIENDA" - a cura di Gianfranco Rebora, ed. Guerini e Associati, collana Network Gialla, pp.396

La prima grande indagine sul management italiano per inquadrare i modelli emergenti di leadership e gestione nelle medie imprese. Oltre 130 tra imprenditori, manager e titolari di realtà imprenditoriali importanti del tessuto economico e sociale del Belpaese hanno risposto a un questionario somministrato dal Rettorato dall’Università di Cattaneo – liuc di Castellanza. Responsabili provenienti da realtà industriali e commerciali e di aziende di servizi e società no-profit sia pubbliche sia private che costituiscono il nerbo del sistema-Paese e ne rappresentano la realtà più dinamica, tipica e competitiva, raccontano i comportamenti di leadership per arrivare a esprimere un ideale, un modello possibile, ossia il “capo universale”.

Fonte di soddisfazione e amarezze, orgoglio e responsabilità, il “capo” è a sua volta visto con invidia, rispetto, gelosia, ammirazione: dal capo religioso, politico e militare del passato, oggi i “capi” sono altro, almeno da noi. Chi è il capo? “il rappresentante legale dell’azienda”, oppure “il riferimento ultimo per le persone”, o colui che sostiene che “le regole scritte nei libri sono finite”; c’è il “capo-proprietario”, il manager esterno cercato sul mercato. C’è chi esprime “grande amore per la propria azienda”, in cui “ci vivi dentro e ti si forma intorno”.

Sempre al centro dell’attenzione, si concentrano soprattutto nelle imprese, nelle amministrazioni pubbliche, nelle organizzazioni della società civile. Ci sono i capi che godono di un’investitura, di un’elezione, o che semplicemente ricoprono un ruolo professionale: ognuno a proprio modo ricopre il proprio ruolo e magari sconsiglia di pensare che si stia diffondendo un’idea unitaria e condivisa di ciò che significa oggi essere a capo di un’organizzazione. Di quale organizzazione, poi? Sono state scelte realtà piccole e medie, da cui provengono varietà di vissuti, racconti, interpretazioni personali. Aziende di dimensioni intermedie dotate di complessità strategica e organizzativa, che richiedono ai capi qualità manageriali, umane e gestionali significative.

Ognuno ha mostrato qualità non legate al particolare contesto o alla contingenza, per questo emerge tra le righe la figura del “capo universale”, perché ci sono schemi adottati in assoluto, oltre le mura aziendali e culturali proprie. Sono coloro che cercano, formano e sostengono un’anima per le aziende che innervano l’economia e ed esprimono forte consapevolezza nel loro impegno nella complessa sfida quotidiana che li attende.

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