|
versione stampabile >>
SBLOCCARE IL SISTEMA ECONOMICO ED AZIENDALE. La ricerca della felicità per dar forza alle dinamiche top-down e bottom-up?
Di questi tempi si fa un gran
parlare di competitività (persa, da ritrovare, anzi a pensarci bene mai
avuta…) di riorganizzare, di progettare, di flessibilità, di innovare. Sembra
che le nostre aziende siano divenute dei meccanismi diabolici che ad un tratto
si sono inceppati e non ne vogliono più sapere di funzionare a dovere. Mettendo
un attimo da parte varie considerazioni di natura economica, politica,
socio-culturale e addirittura storica fatte nei bei salotti televisivi,
scendendo (o sarebbe meglio dire salendo?…) al concreto, risulta evidente che
è necessario implementare un cambiamento del sistema organizzativo di molte
aziende italiane, grandi o piccole che siano. Cosa fare? Da dove partire? Come
continuare? Dove terminare?
Integrare forze esperienze
ed idee top-down e bottom-up...
Sono molte le domande che
possiamo formulare per cercare di trovare soluzioni concrete e praticabili,
infinite sono le possibili risposte. Per non cadere nelle trappole dei salotti
belli e includenti, semplifichiamo al nostra analisi concentrandoci su due
prospettive chiave nelle dinamiche organizzative: quella top-down (proprietà,
dirigenti, manager) e la sorgente bottom-up (collaboratori, operai, impiegati).
Sono
due prospettive diverse per natura e tradizione e che (aldilà dei facili
dibattiti e posizioni politiche che spesso peccano in concretezza ed azione
pratica) devono essere condotte ad un unico progetto di sviluppo organizzativo
volto alla sopravvivenza e all’evoluzione dell’azienda. In tal senso si può
parlare di una evoluzione della cultura organizzativa, si può parlare di
lavorare meglio; sono molti i punti di vista, ma l’obiettivo è unico:
smuovere in senso positivo un sistema economico e produttivo stagnante. Questo
non può avvenire semplicemente da un’azione top-down ne da un’azione
bottom-up, ma da una serie di azioni integrate in cui il fattore umano, la
professionalità, la passione, la comunicazione, la creatività assumono una
valenza sempre più forte.
...
utilizzando una "insolita" variabile da monitorare e sviluppare.
Come
potrebbero l’approccio top-down e bottom-up integrare le loro forze e
conoscenze per attivare tutto questo? Visto che lavorando direttamente sulle
tradizionali variabili (costi, ricavi, produttività ecc.) si fa fatica ad
integrare le forze e non si riesce a sbloccare situazioni di stagnazione, perché
non introdurre obiettivi comuni insoliti come ad esempio la ricerca della
felicità? Chiaramente considerando questo come un canale, un mezzo al
raggiungimento dei classici obiettivi che alimentano la sopravvivenza e lo
sviluppo aziendale.
Se, nel concreto, andiamo ad analizzare casi
imprenditoriali di successo del presente, ci accorgiamo che spesso questo modo
di pensare fa la differenza fra un’azienda che si confronta con un mercato
difficile e ne viene sopraffatta ed una che si confronta con lo stesso mercato e
riesce non solo a sopravvivere ma creare nuovi percorsi di ricchezza e valore
aggiunto. Sogni? Fantasie? Andiamo all’essenza delle dinamiche di psicologia e
sociologia organizzativa per renderci conto che le risposte spesso sono molto più
semplici di quanto si possa pensare! Ad esempio è sufficiente documentarsi con
attenzione sul concetto e sulla pratica di FLOW (vedi ad esempio articolo su
Persone&Conoscenze di Febbraio 2005 - www.personeeconoscenze.it
) per renderci conto degli sprechi di risorse ed energie che stanno soffocando
molte delle nostre aziende.
Portare
la prospettiva top-down e bottom-up a dialogare e lavorare su questi temi non è
semplice, richiede progettualità, metodo, persistenza.
E’ una bella sfida della quale abbiamo parlato nell’ambito del Primo
Incontro dei collaboratori di SaperePerFare.it
tenutosi a Pietrasanta (Lucca) il 18 febbraio scorso. Una sfida da portare
avanti con determinazione, grinta e serenità (il tenente Colombo televisivo in
questo senso fa scuola – vedi l’impostazione progettuale della rivista www.sapereperfare.it/progetto.htm
).
Condividi su:
per ricevere automaticamente notizie in merito ad aggiornamenti nei contenuti >>
invia commenti e riflessioni a: feedback@sapereperfare.it
per proposte nell'ambito del progetto scrivi a: proposals@sapereperfare.it
|