10/06/2005

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Frank Williams, a dispetto di ogni sfortuna

«Non so se quale sia il segreto del successo in un determinato ambito professionale: per quanto mi riguarda, credo di avere avuto fortuna, unitamente a una gran passione, una gran voglia di primeggiare e, soprattutto, alla collaborazione di persone capaci e fidate»: così Frank Williams, titolare di una delle più prestigiose scuderie di F.1, tratteggia il suo successo.

Frank Williams nasce il 16 aprile 1942 a South Shields, Newcastle-upon-Tyne, in Inghilterra. In Scozia, esattamente a Dumfries, studia in un collegio, dove conosce alcuni coetanei già “ammalati” di corse: una passione che contagia anche lui.

È il 19 luglio del 1958 quando Frank assiste per la prima volta a un Gran Premio di F.1: Peter Collins e Mike Hawthorn (campione del mondo a fine stagione) conquistano con le Ferrari una splendida doppietta che esalta il futuro manager della F.1.

Esaltato dal “profumo” delle corse, Frank segue da quel momento tutte le corse che può, spostandosi spesso in autostop, compreso il giorno di Natale, che per tradizione prevede sulla pista di Brands Hatch alcune gare club. Di uno di quegli spostamenti avventurosi, gli rimarrà memoria indelebile: «Era il Natale del ’59, l'aria era gelida, ero bagnato fradicio e intirizzito. In una piccola baracca accanto all'odierno ingresso del circuito mi sono cambiato e mi sono messo dei vestiti asciutti. Lì dentro anche in seguito ho spesso cercato riparo dal freddo, e da lì ho sempre fatto l'autostop per ritornare a casa». Il giovane Williams, mai avrebbe potuto immaginare (sognare) che 21 anni dopo una monoposto col suo nome avrebbe vinto il Gran Premio d’Inghilterra proprio su quel circuito.

Da quegli spostamenti avventurosi, la passione per le corse lo coinvolge sempre di più, finché decide di fare il grande salto: da spettatore a pilota. Acquista così una Austin 35 appartenuta in passato al grande Graham Hill, e inizia la nuova avventura. Ma i risultati non arrivano: arriva invece un incidente a Mallory Park, dove il suo omonimo Jonathan Williams lo estrae letteralmente dalla vettura incidentata. Frank è un entusiasta delle corse, ma anche una persona riflessiva: capisce che quella non è la sua strada, così decide di restare nell’ambiente come organizzatore, come scopritore di talenti altrui.

Williams è ora un preparatore, ha una sua piccola scuderia con la quale arriva fino al campionato europeo di F.2. Fra i suoi piloti ce n’è uno di grande talento: Piers Courage, grande amico nonché erede di grandi produttori di birra. Con Courage Frank tenta di entrare nell’Olimpo della velocità, mettendogli a disposizione una De Tomaso per il mondiale F.1 1970. Ma nel Gran Premio d’Olanda, un terribile incidente uccide l’amico e il pilota.

Negli anni successivi, Williams gestirà col suo team la Iso motorizzata Ford Cosworth finché, nel 1975, debutterà finalmente con una sua monoposto. Nel 1977 arriva quello che sarà il partner di sempre di Frank: Patrick Head e da quel momento la scalata al successo sarà costante e inarrestabile, grazie anche agli arabi della Saudia Airlines, che dal ’79 gli metteranno a disposizioni ingenti somme di denaro.

Ma, dopo la perdita dell’amico Courage, la sfortuna gli fa ancora uno sgambetto: nell’86, al ritorno da una sessione di test sul circuito francese Paul Ricard, Frank Williams subisce un incidente stradale che lo costringerà per sempre sulla sedia a rotelle. È in questa circostanza che Frank dimostra tutta la sua forza di volontà: nella stagione agonistica successiva, guiderà infatti la sua scuderia verso un nuovo titolo iridato. Il suo palmares conta oggi nove mondiali costruttori e sette mondiali piloti.

Padre di tre figli, Frank Williams, che parla correntemente tre lingue, vive con la moglie nel Berkshire. I suoi hobby, quando gli impegni glielo consentono, sono la musica classica e l'arte, ma si interessa anche di politica, aviazione, storia militare, nonché delle tradizioni inglesi. Da buon inglese, è un grande amante del calcio: più precisamente, del Newcastle United.

Scritto da Pino Casamassima (www.pinocasamassima.it) in occasione della docenza di Rachel Vigue presso il Master “Governance e Strategia Aziendale” dell’Univesità di Pisa e l’ “Executive Master in Business Administration” di Edhec – Campus tenutasi in data 11 giugno 2005. Tema della docenza “Crafting Communication Strategies”. Intervento narrativo utilizzato come spunto di attività di gruppo relativa al tema della docenza da Riccardo Paterni (www.sapereperfare.it ).

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