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FEEDBACK! Questo sconosciuto! : Base dei trionfi di Valentino Rossi!
Ed
eccoci di nuovo ad utilizzare un termine Americano per parlare di cose concrete
e pratiche di cui le nostre aziende hanno bisogno: FEEDBACK.
In Italiano il termine può essere tradotto come “informazione di
ritorno”; sembra una cosa piuttosto tecnica e freddina e per questo forse non
solo il termine, ma nemmeno il concetto, viene messo in pratica con costanza ed
in modo appropriato nelle nostre aziende.
Infatti,
troppo spesso avviene che facciamo qualcosa senza beneficiare di questo
importantissimo strumento di gestione. Qualsiasi cosa che sia frutto del nostro
lavoro (prodotti o servizi) tiene conto del valore strategico ed operativo del
feedback SE permette all’utente del prodotto o del servizio di esprimere le
proprie percezioni in un modo che sia utile al miglioramento del prodotto o del
servizio stesso. In questo senso il feedback non è roba adatta ai permalosi o a
chi sceglie di vivere nel suo piccolo o grande mondo convinto di fare tutto alla
perfezione e se le cose non funzionano è perché sono gli altri a non capire o
non essere in grado di apprezzare…
QUANDO IL CERCHIO NON SI CHIUDE E I RISULTATI NON ARRIVANO...
Ad
esempio, molti flop di natura commerciale dipendono appunto dall’assenza di un
feedback schietto al momento giusto che permetta di fare le opportune azioni
correttive. In concreto, nel pratico, nel quotidiano, cosa pensano gli utenti
del prodotto o servizio? Cosa apprezzano? cosa criticano e soprattutto perché?
Questo ragionamento vale per prodotti o servizi tanto quanto pe i rapporti
professionali (e anche quelli non professionali, ma qua apriremmo un capitolo a
parte troppo lungo…). Quante volte ci apriamo con sincerità ai commenti degli
altri riguardo alle nostre azioni? E quante volte abbiamo opportunità di
commentare apertamente le azioni altrui e lo facciamo in un modo costruttivo
primo di emozioni negative, rancori, vendette politiche di vario tipo?…
Un fattore chiave in queste dinamiche
è che chi cerca questo tipo di feedback lo fa sempre e comunque con lo spirito
di migliorarsi; con lo spirito di trarre vantaggio dalle concrete percezioni
altrui per conoscersi meglio, per comprendere al meglio il lavoro che fa, come
lo fa, le opportunità e rischi che incontra e che magari non sarebbe in grado
di identificare facendo leva solo sulle proprie percezioni. Non è insolito che
mi imbatta in contesti lavorativi in cui mi viene messo in evidenza che le
persone ormai sanno di stare attente alla suscettibilità e permalosità del
tale o tal’altro per evitare di agitare troppo le acque… stiamocene perciò
tutti tranquilli e sereni e vediamo per quanto la barca continua a
galleggiare… Attenzione!: stimolare il feedback e dialogo costruttivo in
azienda non significa stimolare la mancanza di rispetto o di professionalità
nei rapporti umani; tutt’altro! Il feedback vero, utilizzato come strumento
aziendale, si basa su aspetti di stima e di fiducia reciproca, contesti che
magari vengono raggiunti col tempo, dopo tanti flussi di azione-feedback-azione
correttiva e così via. E’
come creare un cerchio composto da questi tre pezzi ed assicurarsi che il
cerchio si chiuda e se ne possa creare uno nuovo dall’esperienza che abbiamo
fatto.
...E
QUANDO IL CERCHIO SI CHIUDE E SI RINNOVA PORTANDO AL SUCCESSO: NEL PURO STILE DI
VALENTINO!
E
queste dinamiche di rapporto professionale mi portano all’articolo che ho
letto e che mi ha stimolato a scrivere questa breve riflessione. L’articolo è
apparso su un recente numero della rivista SportAutoMoto e riguarda
un’intervista fatta a Jeremy Burgess, il capotecnico Yamaha che in pochi mesi
è riuscito a raggiungere con il nosto Valentino Rossi quei risultati da mito
che tutti conosciamo. Titolo dell’articolo (rivolto a Valentino) “Nessuno
come lui nell’apprendere”. E’ interessante riflettere su quanto dice
Burgess perché il tutto mette in evidenza che Valentino non stravince perché
è un mago o un dio in terra, ma semplicemente perché riesce a fare bene il suo
lavoro e dare un ottimo FEEDBACK alla sua squadra di tecnici. Valentino è
bravissimo ad esprimere ed articolare molto chiaramente i problemi che ha con la
moto. Quelli della Yamaha sono stati molto bravi (dopo tanti anni di sconfitte)
nell’aprirsi totalmente alle percezioni di Rossi e agire costruttivamente e
rapidamente di conseguenza. Dice Burgess: “Tutto questo è possibile perché
tra noi c’è molta fiducia: se Valentino mi dice qualcosa sulla moto, sono
sicuro al cento per cento che è così e, viceversa, se io gli dico di
effettuare una certa modifica, lui è certo che porta a un miglioramento. Questo
è l’unico modo per lavorare bene.” Semplice! Non e vero? I miracoli del
feedback!
A
proposito, Valentino è uno che il feedback lo da sempre in modo molto schietto
e spontaneo, su tutto e su tutti. Come ad esempio la sua replica: “Bullshit!”
(“c.....ate”), alle dichiarazioni di Ross Brawn della Ferrari che lo
vedevano dedicare i prossimi mesi a fare test su test con la Rossa
(dichiarazioni chiaramente unilaterali e inopportune per gli impegni
professionali in MotoGP di Rossi nel futuro immediato). Bene, il feedback deve
essere dato sempre con rispetto e professionalità... ma quando ci vuole ci
vuole! Ed il feedback è arrivato forte e chiaro a quelli della Ferrari che ora
sanno di aprire bocca su Valentino dopo aver concordato con lui cosa dire...
Visti ANCHE i risultati di Valentino,
vogliamo iniziare a utilizzare il FEEDBACK in modo professionale? Posso
garantire per esperienza di vita vissuta (e stimolata) che le aziende che
iniziano a fare questo ne vedono subito i benefici; benefici che iniziano dal
liberarsi (a volte in modo non indolore ma molto salutare per tutti...) di
emozioni negative devastanti per la crescita personale, professionale e
organizzativa come la permalosità e la suscettibilità. Buon FEEDBACK! Assicuriamoci
di chiudere e moltiplicare tutti quei bei cerchi!
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