19/12/2006

dal pensiero all'azione
innovazione, praticità e concretezza nel mondo delle aziende e del lavoro
indice cerca il progetto mailing list update

versione stampabile >>

IN PRESA DIRETTA DAGLI USA: consumi, finanze e sviluppo economico...
Stimolanti visioni e contraddizioni che si diffondono da questa parte del globo

‘Tempo policrono’, è un termine emergente di cui si è parlato in modo approfondito ad Helsinki lo scorso giugno nel corso di un meeting fra ‘manager e guru’ del digitale che stanno lavorando sulla piattaforma Internet 3.0 . Cosa significa? Significa vivere il tempo come un continuo flusso dove non c’è inizio e non c’è fine, un tempo in cui ci sentiamo pienamente immersi in un presente che va aldilà della geografia e di fusi orari. Tutto è ‘real time’ e genera una dinamica continua di azioni e reazioni che si alimentano a vicenda senza sosta 24/7 (ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette), come si dice da queste parti. Vivere e lavorare in ‘tempo policrono’ sia qua che in Italia è un’esperienza intensa e stimolante soprattutto perché un contesto mi aiuta a comprendere le dinamiche dell’altro e viceversa. Sempre più mi rendo conto che il quotidiano negli USA ed in Italia è caratterizzato da temi e dibattiti che hanno radici comuni nelle problematiche e anche nelle opportunità... Ecco alcuni ‘appunti di permanenza’ che credo rendano l’idea di queste radici comuni...


Il consumo alimentato allegramente da un monte di... debiti!

Il signore in TV ha un aspetto distinto, ma non troppo: giacca grigia, camicia bianca senza cravatta, capelli grigi ben pettinati e il tuono di voce suadente; il suo modo di parlare e di gesticolare comunica ‘fidati di me, io ho esperienza, so di cosa parlo e so come aiutarti’. Si tratta di una pubblicità che da mesi ci martella dai principali canali televisivi statunitensi. Lo spot inizia con un bel sorriso e con un “Home owners do you need cash?” (proprietari di casa, avete bisogno di contanti?) e poi inizia a parlare di questa cosa rivoluzionaria, il ‘combo-loan’! Si, il combo, proprio come i menù di McDonalds in cui si fa un affare scegliendo di prendere assieme l’hamburger, una bibita e le patatine. Solo che qua il combo è formato da: mutuo sulla casa, prestito per la prima auto, prestito per la seconda auto, debiti contratti con varie carte di credito, debiti e conti da pagare vari... il signore distinto sorride consigliandoci di utilizzare questo nuovo prodotto finanziario che consente di mettere tutti assieme i tuoi debiti, pagare un’unica rata mensile e risparmiare centinaia di dollari (beh, per l’esattezza fino a... centinaia di dollari). In pratica basta fare una nuova ipoteca sulla propria casa, non importa se già l’hai fatta, può essere rinnovata, estesa, insomma come tu vuoi (at your convenience)... Perché non utilizzare al massimo, e subito, il valore della tua casa? Perché doversi preoccupare di avere così tanti prestiti e debiti? Consolidiamoli tutti! Combo! La cosa è pratica, semplice, indolore e soprattutto ti da modo di trovarti in tasca un bel pò di contanti che puoi spendere subito, ora, come e dove vuoi!

Devo ammetterlo, a starlo ad ascoltare, il messaggio ha una potenza ipnotica, quasi ti senti un cretino per non aver ancora attivato un bel ‘combo-loan’. Interessante notare che questo spot si è fatto sempre più ‘martellante’ in questo periodo di shopping natalizio... chissà perché!?... Sempre in questo periodo pre-natalizio le cassette delle lettere sono sempre più stracolme di offerte di carte di credito pre-approvate ‘just for you’, basta chiamare un certo numero verde e nel giro di 3 o 4 giorni ti arriva una carta di credito nuova fiammante, bella colorata, se vuoi può anche avere un’immagine di un panorama esotico a tuo piacimento o della tua squadra del cuore, nessuna spesa annuale... dai, che ti costa? ma sei proprio un cretino a non voler un altro potentissimo pezzo di plastica nel tuo portafoglio! La maggior parte dei ‘department stores’ Gap, Macy’s, Bloomingdale e così via fanno a gara per metterti nel portafoglio uno dei loro coloratissimi pezzi di plastica. La cosa avviene in modo rapido e coinvolgente... è un’esperienza che ti fa sentire fortunato e speciale. Più o meno questo è il succo del copione che si ripete quotidianamente per milioni di consumatori da queste parti: prima di tutto sei attirato a comperare perché c’é una ‘sale’ una svendita, in occasione di... (qua la cosa varia, si va dal Columbus Day, al giorno dei veterani, a quello delle segretarie, e così via... non c’è un criterio vero e proprio, ogni occasione e buona! e meno male che qua i Santi non sono celebrati più di tanto... ci scommetto che se lo fossero non avrebbero problemi a promuovere la ‘sale’ di S.Rocco, di Santa Lucia per non parlare di quella in onore del compleanno di Padre Pio!), insomma gli sconti sono forti (dal 15 al 60%) e ancora una volta sei un cretino se non ne approfitti! OK, ti decidi ad andare! Una volta che sei li fra un ‘monte di roba’ che pare sommergerti, in un modo o nell’altro qualcosa ti si attacca alle mani (anche se ti sei promesso di non comperare niente di cui non hai una stretta necessità) e ti presenti sorridente alla cassa.

Magari spendi poco: 15, 20 dollari, niente drammi, hai assolto il tuo compito, ora non sei più un cretino e... e in più la cassiera ti da un premio! Uno sconto addizionale del 10% se accetti di prendere una delle loro carte di credito valide solo per quel negozio. Non costa niente, lei ti chiede alcuni dati innocui: numero di telefono, CAP, giorno e mese di nascita (così ti fanno gli auguri per il tuo compleanno, anzi per il compleanno ti arriva a casa un coupon particolare con uno sconto aggiuntivo del 10 % - no non vogliono sapere l’anno di nascita, è una questione di privacy e di rispetto!...), il giochetto è fatto: dopo pochi giorni ti arriva a casa un altro pezzo di plastica colorata per il tuo portafoglio (a proposito se vuoi invece del classico ingombrante pezzo di plastica puoi avere un piccolo portachiavi di plastica che fa anche da carta di credito... come preferisci, tutto per renderti più a tuo agio e sereno possibile) e stranamente si fanno sempre più ricorrenti telefonate a varie ore della giornata: alzi il telefono e un signore o una signora si presenta con un tono allegro e coinvolgente e pare non ascoltarti quando tu inizi a dire che ‘mi scusi ma ora sono impegnato’... ma è un messaggio registrato! Si ormai queste cose sono di moda... ricordo che anche George W. ci ha chiamato spesso prima delle ultime elezioni presidenziali... che soddisfazione continuare ad attaccargli il telefono in faccia!...

Ma torniamo ai nostri acquisti e ai nostri pezzi di plastica che si trasformano in estratti conto ‘salati’ a fine mese... Cominci a fare un po’ di somme e ti rendi conto che fra le carte di credito normali e quelle dei ‘department stores’ ne hai spesi di soldi... ma non c’è problema! non importa pagare tutto e subito! Ah, guarda! Assieme all’estratto conto ci sono anche degli assegni personalizzati con il tuo nome, basta che tu metti l’importo che vuoi pagare, firmi, spedisci e sei a posto! Ma guarda che servizio! Ragazzi, qua in America si che il cliente si sente ‘Re’! Saldi in questo modo tutti gli estratti conto, spedisci il tutto e intanto ti trovi nella cassetta delle lettere offerte sensazionali per plastica aggiuntiva per il tuo portafoglio (o portachiavi). Il messaggio mette in evidenza che gli interessi passivi sono solo del 13%... soltanto? Mah, mi sembrano un po’ altini!... Ti viene un dubbio... ‘ma che interessi pago su quegli assegni che ho emesso’? Vai a vedere le clausole microscopiche del tuo contratto con le carte di credito: interessi annuali del 18% (a partire da... per un paio di carte si arriva anche al 20%). Inizi a sudare un po’ freddo, ti senti veramente un cretino... ma ecco che dalla TV il signore del ‘combo-loan’ ti tranquillizza, vada come vada c’è sempre lui che ti può dare una mano... “Home owners do you need cash?”... Ho fatto una ricerca sulla faccenda di questi ‘combo-loans’ ipotecari e non mi sono sorpreso nel riscontrare che non sono rari i casi in cui quel sorriso ammaliante del signore dai capelli grigi, si trasforma nello sguardo risoluto di un ufficiale giudiziario che non può far altro che comunicarti di trasferirti al più presto perché l’asta sulla tua casa (anzi quella che era tua) sarà fatta entro un mese... Storie di ordinario consumismo che a volte si dipingono con colori anche più drammatici. Storie dalle quali ho scelto di tenermi lontano... si, non è semplice difendersi dal ‘potere di acquisto’ che continuamente ti vogliono mettere in tasca; ormai mi sono abituato a fare la figura del cretino che non fa attenzione alle svendite e sconti perenni e che risponde con un “No, thanks” allo sconto aggiuntivo del 10% se accetto di avere la carta di credito del Gap di turno... Ma a volte questo non basta per difendersi! Di recente io e mia moglie abbiamo acquistato un nuovo letto (king size, una specie di quadrato megagalattico, in questo devo ammetterlo mi sto americanizzando...) ebbene visto che effettivamente c’era un finanziamento ad un anno ad interessi zero abbiamo deciso di farlo, non mi sembrava che ci fossero azioni di telemarketing o cose del genere in agguato... E invece, e invece dopo pochi giorni dalla sottoscrizione del piccolo finanziamento ecco una telefonata: ci viene comunicato che hanno approvato il finanziamento e che poiché il nostro ‘credit rating’ (è un sistema di valutazione della solvibilità di una persona frutto di un’analisi approfondita principalmente delle abitudini che hai a pagare debiti e gli estratti conto delle carte di credito... è un mondo a parte che qua negli USA ha per ciascuno un’importanza sostanziale e di cui magari parlerò su queste pagine in futuro... ci vorrebbe un libro per parlare solo di questo tema) è ottimo, ci viene proposto di incrementare la nostra richiesta di finanziamento di due o tremila dollari, o quello che noi preferiamo, così tanto per avere un po’ di contanti in più da spendere per le feste. “No thanks!” il mio tono è secco, deciso e per niente natalizio...

Intanto, questa faccenda del ‘tempo policrono’ mi porta in Italia dove L’Espresso ha di recente (dicembre 2006) intitolato un’inchiesta da prima pagina “Debiti anch’io. L’auto, la casa, l’istruzione dei figli. Per decenni restii a indebitarsi, gli italiani scoprono il piacere di pagare domani. Più di un cittadino su due firma cambiali. E banche, multinazionali e finanziarie fanno a gara per conquistarlo”... No comment! ... Prossimamente voglio condividere con voi alcune osservazioni e riflessioni proprio su queste banche, multinazionali e finanziarie affamate di... cretini! che finanziano ville da sogno di pochi eletti... Si, mi metto anche io serenamente nella categoria (dei cretini, non dei pochi eletti, si intende!)... provo a difendermi come posso ma è dura!...


Sviluppo economico territoriale: un esempio concreto di sostanza e dinamicità stimolato da Richard Florida

Cosa ci faccio io in piedi, tutto incravattato in mezzo a tanti altri signori incravattati e signore in abiti da sera o tailleurs sobri ed eleganti alle 8.30 di un piovigginoso giovedì mattina di dicembre? Stiamo ascoltando la voce dolce e armoniosa di una elegante ragazza di colore; lei è sul palcoscenico del capiente e affollato teatro, sta intonando splendidamente, senza accompagnamento musicale, le note dell’inno americano. Parecchie persone hanno la mano sul cuore... mi spiace io proprio non me la sento... E’ così che inizia il Terzo Summit annuale del The New North (www.thenewnorth.com) un consorzio di 18 contee che fanno parte del North East Wisconsin (circa 300 km a nord di Chicago, sulle rive del Lago Michigan) che è nato allo scopo di promuovere lo sviluppo economico della zona attirando gli investimenti di aziende e l’interesse di persone stimolate dall’alto indice di qualità della vita di queste parti. Ecco, siamo alle ultime note dell’inno ma non possiamo ancora metterci a sedere sulle poltroncine di velluto rosso, prima c’è il rituale del giuramento di fedeltà alla onnipresente bandiera a stelle e strisce... Scusate ma, con tutto il rispetto, passo la mano ancora una volta...

Ecco che per incanto scende dall’alto del palcoscenico un maxischermo e intanto parte dall’impitanto Dolby Surround Sound una musica stile Rocky, no non è esattamente quella di Rocky, ma ti da sicuramente la carica anche alle 8.30 del mattino! Al ritmo incalzante della musica si susseguono immagini di vita, di lavoro, di svago scattate magistralmente nei variegati outdoors e indoors della zona (mare, sole, neve, ghiaccio, boschi, caccia, prati, fiumi, pesca, industrie, football, i Green Bay Packers!, fattorie, costumi nativi americani, musei, motoslitte, sci di fondo, sci d’acqua, calcio, palazzi, uffici, poltrone, tavoli, ristoranti etnici... alcune si susseguono così velocemente che paiono avere un effetto subliminale), tre o quattro minuti sempre più incalzanti che portano all’immagine finale del logo verde e grigio The New North. Bello, sembra di essere ad uno show hollywoodiano, anzi, siamo a Hollywood: ecco che il palcoscenico si illumina a destra e sinistra, a sinistra due leggii con microfono, a destra uno soltanto. Come alla notte degli Oscar arrivano in coppia due presentatori (un signore ed una signora, eleganti, sorridenti, preparati, forse anche troppo: leggono i saluti di introduzione comprese le battute per rompere il ghiaccio... non ci sono molte risate in platea ma nessuno se ne accorge) che introducono, senza esitazioni, come si articoleranno le seguenti quattro ore. Ancora, musica, immagini, colori (mi ritrovo ipnotizzato dal tutto, mi viene in mente un’immagine di una convention di Silvio... no! per favore! cerco di scuotermi e di ritornare a concentrarmi sul presente: siamo nel sobrio e laborioso Midwest americano! questa è una cosa seria!).

Si, una cosa seria, aldilà degli effetti scenici, qua si fa veramente sul serio. L’America è anche, forse soprattutto, questo: un mare di contraddizioni. Da un lato ti senti un cretino in balia delle correnti consumistiche, il tuo valore è nella plastica che porti nel portafoglio, non nella tua testa; dall’altro lato ti ritrovi a parlare, discutere, interagire, progettare, costruire con gente in gamba che valorizza la tua opinione, le tue idee, la tua esperienza. Gente che ha visioni per il futuro e quando si rende conto che i propri punti di vista, le proprie esperienze, rischiano di limitare la formulazione ed il concretizzarsi di queste visioni, chiede aiuto e collaborazione in modo positivo, schietto e diretto. Collaborazione infatti è stata la parola chiave e motivo dominante del Summit. Collaborazione fra multinazionali, enti pubblici, università, scuole, professionisti, piccoli e medi imprenditori, insegnanti, professori, studenti, artisti. Collaborazione che al tempo stesso da testimonianza dell’orgoglio di appartenenza ad un territorio e anche della volontà di estendere questo senso di appartenenza e progettualità a tutto il globo. Le quattro ore del Summit sono trascorse in fretta, il programma si è articolato sul palcoscenico con una puntualità svizzera e si è fatto in fretta anche a riprendere il programma subito dopo il coffee break di metà mattina. Tutti siamo tornati al nostro posto in modo ordinato e puntuale; no, proprio non siamo ad una convention di Silvio e di sicuro non siamo nella nostra amatissima Italia...

Si sono analizzati dati economici e sociali, è venuto fuori che la nuova economia (quella del digitale, dei servizi e dei call centers) sta emergendo rapidamente ma anche la così detta vecchia economia della produzione di macchinari, beni di consumo, carta e così via continua ad affermarsi soprattutto grazie all’impiego di metodi di ricerca, sviluppo e gestione avanzati. Si è discusso sul fatto che la diversità (raziale, culturale, usi e costumi di vita) è da supportare e promuovere non solo per ragioni etiche, morali e sociologiche (si è messo in evidenza che noi bianchi dobbiamo darci una regolata perché, dati alla mano, fra due o tre decenni saremo in minoranza rispetto alla popolazione di colore: neri, nativi americani e ispanici) ma anche strategiche per aziende ed attività economiche che intendano veramente competere a livello globale. C’è stata la testimonianza di una multinazionale locale, impiega 28000 persone nel mondo, che ha creato un paio di anni fa il ruolo di Strategic Diversity Manager, ruolo che è ricoperto da una signora che ci ha trasmesso con passione (senza leggere!) cosa sta facendo attivamente per rendere l’azienda per cui lavora non solo globale nella geografia ma anche e soprattutto nella mentalità.
Si è parlato dell’importanza fondamentale che riveste tutto il sistema educativo: dall’asilo alle università, agli istituti di ricerca avanzata. Soprattutto si è evidenziato perché e come sia necessario sviluppare non solo un dialogo ma anche una collaborazione attiva e fattiva fra tutto il mondo scolastico/universitario e quello aziendale. Si è anche ricordato che fu lo stesso Richard Florida (autore di libri sulle dinamiche della emergente ‘classe creativa’) che, presenziando al Summit di due anni fa, guidò nella giusta direzione la visione di sviluppo del progetto. Un progetto che è coordinato in pratica da tre persone stipendiate e da più di cento volontari (il sottoscritto incluso assieme a figure locali dal mondo del business e dell’educazione come anche a giovani professionisti emergenti che hanno voglia di fare e determinazione) che portano avanti progetti di collaborazione ed integrazione fra le varie forze in campo e che nel contempo finiscono per conoscersi sempre meglio dando forza e concretezza a parole, concetti, idee. Vi consiglio di visitare il sito The New North (www.thenewnorth.com) per rendervi conto di persona di quello di cui sto parlando.

Vorrei tanto che anche per questo argomento ci fosse un po’ di ‘tempo policrono’ che portasse lo stesso spirito di discussione, apertura e collaborazione concreta e fattiva anche in Italia (si effetti scenici ‘alla Silvio’ inclusi... purché non ci limitiamo solo a quelli!). Ma a quanto pare questa tipo di contaminazione, legata al tempo che ormai non ha inizio ne fine, non è ancora avvenuta... Continuo ad essere speranzoso, anzi mi adopero attivamente per contagiarne Italia e italiani il più possibile. Stiamo sviluppando una rete di relazioni, scambi, discussioni a livello globale su temi educativi, culturali, sociali e chiaramente anche di ‘business & money’. Se volete possiamo approfondire! Mi piacerebbe veramente divenire ‘portatore sano’ di questo salutare contagio! Alla prossima!

per ricevere automaticamente notizie in merito ad aggiornamenti nei contenuti >>
invia commenti e riflessioni a: feedback@sapereperfare.it
per proposte nell'ambito del progetto scrivi a: proposals@sapereperfare.it

 

a cura di Professione Lavoro ®
Realizzazione tecnica Elabora