07/09/2007

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Ma i libri servono davvero?

Cosa fai se tuo padre ti lascia alle prese con una casa grande, molto malandata e piena di libri ?
Cerchi di escogitare un criterio di scelta per sfoltire e mettere ordine in modo da riuscire finalmente a fare tutti quei lavori di manutenzione che per troppo tempo nessuno ha fatto e che appunto per questo sono ora improrogabili.
Però per poter lavorare ci vogliono le stanze sgombre e dove si mettono i libri ?
Oltretutto sei nato e cresciuto in quella casa e hai respirato – letteralmente – la polvere e l'odore di quei libri, ne conosci a memoria le rilegature per averle avute sempre sotto gli occhi fin da piccolo, poi da grande li hai anche sfogliati e spesso ti hanno distratto da altri libri – quelli scolastici – molto meno affascinanti.

Oggi devi scegliere, anzi devi decidere, unico giudice, se tenerli o disfartene.
Sai che se li terrai accumuleranno altra polvere, ti faranno compagnia, forse ti daranno sicurezza e un senso di continuità col tuo passato e le figure che lo popolavano e che oggi non ci sono più.
Se li darai via ne sentirai dapprima la mancanza ma sarà anche un atto liberatorio, una folata di aria fresca, un rinnovarsi insieme alle stanze ridipinte e un respirare a pieni polmoni.

Senti che respirerà più libera anche la casa: anch'essa ha subito una specie di mummificazione in nome del passato intoccabile e ingombrante e reclama un po' di libertà per i suoi spazi. Anche le sue pareti vogliono respirare, sono come arterie invase da placche aterosclerotiche che ostruiscono parzialmente il flusso vitale e occorre ripulirle pena la definitiva e letale ostruzione.
Trovi mille buone ragioni per deciderti a liberarti dei libri e altrettante per tenerli ancora.... così passano i giorni, ci vivi in mezzo, li spolveri alla meno peggio, li sfogli, li liberi dai ritagli di giornale che li fanno assomigliare a panini troppo imbottiti, ti soffermi scoprendo curiosità e notizie – anche familiari – sconosciute ...... poi, d'un tratto, un pensiero folgorante e decisivo: a cosa sono serviti i libri, non solo questi che hai intorno, ma tutti i libri scritti e messi in circolazione da secoli se l'uomo continua a ripetere gli stessi errori (guerre, carestie, egoismi, sopraffazioni, distruzione del pianeta), oggi anche più macroscopici grazie alle moderne tecnologie, senza mai decidersi a coltivare l'amore, la bellezza, la creatività, l'empatia verso i suoi simili e il rispetto per la natura in cui vive ?

Applicando brutalmente una sorta di sillogismo ti viene da pensare che

  • i libri servono per imparare
  • gli uomini hanno letto e studiato miliardi di libri senza imparare ad essere migliori dei propri antenati
  • i libri non sono così indispensabili.

Ecco che allora decidi di dare via serenamente la maggior parte dei libri che affollano le stanze di casa ad iniziare da quelli di storia, i più inutili quanto a produzione di risultati concreti, e di tenere semmai quelli di filosofia e le biografie di qualche grande personaggio del passato che abbia almeno tentato di imprimere una svolta positiva alla sequela di orrori e crudeltà della storia dell'umanità.

Cosa ho ottenuto ? Più spazio fisico e mentale, più pulizia materiale e morale, nuova energia e creatività da profondere nella vita di tutti i giorni cercando sempre di “tenersi stretto alle maniglie del tram” (v. libro di Wayne W. Dyer Il potere dell'intenzione di prossima recensione; niente di meglio che chiudere citando un libro, no ?)
In definitiva PIU' SPAZIO PER I NUOVI LIBRI CHE ARRIVERANNO !!!! ...... e la storia continua...........

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