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Tutta la vita davanti
un film di Paolo Virzì
Sono in molti a etichettare questo film come ‘grottesco’; a mio parere è semplicemente uno spaccato intenso di usi, costumi, valori (i comportamenti sono sempre legati a dei valori, anche se non sono poi quelli nobili tipici protagonisti della retorica - quindi anche un film che evidenzia ‘l’essenza di valori’ in realtà ne evidenzia parecchi) dell’Italia contemporanea.
Alcune dinamiche della trama del film sono certamente ‘accelerate’ nel loro sviluppo, ma il tutto serve a ‘scuotere’ lo spettatore facendogli aprire gli occhi sulle inevitabili conseguenze di certi atteggiamenti, comportamenti e stili di vita.
Bravo Virzì! A mio modestissimo parere, questa è una tua evoluzione nella sceneggiatura e regia; credo che Fellini troverebbe questo film stimolante e degno contemporaneo di tanti suoi lavori. Bellissima la scena finale (anche da un punto di vista puramente cinematografico) che riporta il film ad una dimensione molto più umana, una dimensione senza tempo e senza spazio nella portata del suo messaggio.
La storia di Marta (la protagonista) ci rende consapevoli che effettivamente abbiamo “Tutta la vita davanti” e che spetta a noi scegliere se cambiare, a partire dai nostri comportamenti quotidiani, un sistema che non ci piace o se preferiamo semplicemente limitarci a polemizzare e criticare senza far niente (nel nostro piccolo o grande mondo che sia) per cambiare le cose. Ed è questo che Marta fa nelle scene finali.
Il messaggio che io ho preso da film è potente e coinvolgente: siamo pronti ad esporci in prima persona per mettere da parte superficialità e ipocrisie che inevitabilmente finiscono per segnare (in peggio) il nostro destino individuale e collettivo? Abbiamo “Tutta la vita davanti” (e non importa quale sia la nostra età) per farlo con coraggio, serenità, amore per noi stessi e per il prossimo, determinazione per le cause veramente giuste (quelle senza tempo e senza spazio) e con la consapevolezza che un domani migliore parte anche e soprattutto da noi.
Questa non è assolutamente retorica; è un modo di essere, di vivere, d’interpretare in modo schietto, genuino e autentico la nostra vita: dare, ricevere e moltiplicare un senso di energia e di possibilità che troppe persone e troppe circostanze cercano di carpirci.
Il tutto parte dallo sviluppare una consapevolezza di se stessi (chi siamo veramente; cosa vogliamo; cosa è veramente importante per noi) adoperandoci attivamente ad esprimere quanto di meglio abbiamo dentro, riprendendo il controllo della direzione della nostra vita. A mio parere, il messaggio della storia di Marta e soprattutto di quella bellissima scena finale, significano proprio questo. Spero che questo film abbia modo di farsi apprezzare anche all’estero, soprattutto negli USA dove la ‘crisi di valori’ e la ‘perdita di controllo’ della propria vita fa da tempo parte del quotidiano di molte, troppe, persone.
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