28/02/2009

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Visione e pragmatismo: ingredienti essenziali

Alcune settimane fa, in occasione di un Seminario organizzato da L’Imprenditore, tenutosi presso Confindustria Reggio Emilia, ho avuto modo di apprezzare la schietta eloquenza di Giuseppe Morandini sul tema del convegno “Aggregazioni tra imprese per accelerare lo sviluppo”. Morandini mi ha colpito per la personale testimonianza e anche perche’ ha espresso concetti che vedo costantemente in azione negli USA. Nel contesto turbolento di oggi e di domani fare impresa significa soprattutto elevarsi dalla operativita’ del quotidiano articolando, con visione e pragmatismo, strategie di reale sviluppo.

Visione e pragmatismo oggi significano soprattutto essere aperti al confronto costruttivo e di collaborazione con concorrenti: avere le capacita’ di dare forma e sostanza alla propria identita’, ai propri punti di forza, sapendoli integrare con identita’ e punti di forza di concorrenti; il tutto per assicurare il progresso di un progetto comune. Non sono semplici teorie; sono aspetti che da sempre fanno parte della realta’ produttiva statunitense.

Un esempio storico: l’affermazione a livello internazionale della California come terra di vini di eccellenza. Il processo che ha portato a questo e’ frutto di un forte spirito di collaborazione fra varie case vinicole che sono riuscite a valorizzare le qualita’ delle singole entita’ imprenditoriali sapendole integrare su un progetto comune. Il tutto e’ scaturito dalla consapevolezza che lo sviluppo delle singole imprese dipendeva dall’affermazione a livello internazionale dell’intera regione come realta’ vinicola di eccellenza. Ecco la visione. Il pragmatismo si e’ manifestato nell’identificare e realizzare un percorso condiviso basato su: 1) Cooperazione fra concorrenti per identificare nel dettaglio le caratteristiche di un progetto comune; 2) Chiari obiettivi di riferimento formulati e monitorati con trasparenza; 3) Apertura alla sperimentazione, anche ben oltre i ‘dogmi’ della tradizione;; 4) Stimolare da piu’ fonti un feedback schietto e diretto come spinta al costante miglioramento. Queste vicende sono state narrate da un film uscito negli USA in estate “Bottleshock” (www.bottleshockthemovie.com) che si ispira ad una storia vera: a Parigi, nel 1976 una valutazione ‘alla cieca’ da parte di vari someliers internazionali sanci’ per la prima volta la supremazia di vini americani rispetto a quelli francesi e di fatto il successo del modello collaborativo californiano. Questo rivoluziono’ il mercato mondiale del vino perche’ evidenzio’ che, con visione e pragmatismo, era possibile produrre vino eccellente anche oltre i confini geografici tradizionali.

Un esempio attuale di cooperazione efficace fra concorrenti: da sempre il Midwest americano (quello che vede in Chicago la ‘capitale’ territoriale) e’ stato associato con il temine della ‘cultura del fare’. Operativita’ che si basa su fattori di visione e pragmatismo. La “New Manufacturing Alliance” (www.newmanufacturingalliance.org) e’ sorta anni fa in una zona del Midwest (North East Wisconisin) allo scopo di stimolare un fresco sviluppo del comparto manifatturiero della regione (la visione). Problematiche quali: il formare propriamente ed inserire rapidamente neolaureati o neodiplomati in azienda; il riqualificare personale rispetto a nuove tecnologie e nuovi modelli produttivi; sono state risolte attraverso una fattiva collaborazione fra aziende concorrenti ed il settore scolastico e formativo valorizzando le esperienze delle singole entita’ per il bene comune (il pragmatismo).

In Italia l’effettiva implementazione di queste forme di collaborazione puo’ apparire difficile da realizzare a causa di aspetti culturali ancor prima degli immancabili e italianissimi vincoli burocratici. Per vincere queste resistenze culturali, che stanno di fatto compromettendo il nostro sviluppo, basti riflettere che fondamentalmente gli USA sono caratterizzati da forti individualita’ pronte comunque a mettersi in gioco proprio per il bene comune.

Per esperienza sono convinto che l’economia reale americana ripartira’ presto proprio grazie a queste dinamiche (e il Midwest mostra gia’ segni concreti del processo in corso). Per emergere sono necessarie visione e pragmatismo. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo (e testimonianze come quella di Giuseppe Morandini lo evidenziano). A noi la scelta. Scelta che puo’ partire da una semplice riflessione: come imprenditori quanto tempo dedichiamo ad aspetti puramente operativi e quanto ad aspetti di visione per un progetto comune che vada oltre le mura aziendali facendo leva su un sano pragmatismo?

 

Una sintesi di questo articolo e' stata pubblicata sul numero di Gennaio/Febbraio 2009 de L'Imprenditore

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