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Rugby & management. Una serata all’insegna del dibattito di sostanza: nella mischia per uscirne fuori sempre piu’ forti!
Ecco come...
Parlare dei contenuti di un libro puo’ essere una cosa molto tediosa, sia per chi parla che per chi ascolta; soprattutto quando il tema non e’ quello di una avvincente narrativa ma bensi’ quello del temuto scontatissimo ‘bla bla bla’ sul miglioramento dell’organizzazione aziendale e sul come valorizzare le persone e i loro talenti in azienda
Per rendere il tutto piu’ vivace e di sostanza, per attivare veramente le cellule celebrali anche in questi contesti, la ricetta e’ semplice: facilitare la conversazione in gruppo, partendo dal guardarsi faccia, tutti! Per questo, nella serata del 23 ottobre scorso, abbiamo scelto l’ampio salone di una bellissima villa lucchese.
Dapprima la disposizione di divani, poltrone e sedie in cerchio e’ sembrata alquanto insolita, ma proprio quel format di presentazione/dibattito sul libro “Rugby dal campo all’azienda. Oltre il semplice fare squadra” ha consentito agli oltre cinquanta partecipanti di dialogare spontaneamente in modo fluido su temi che sono chiave alla gestione e allo sviluppo aziendale odierno; soprattutto in periodi complessi e incerti come quello attuale.
Gli autori del libro (Claudia Cavaliere e Riccardo Paterni; assente il giornalista Paolo Mulazzi terzo co-autore del libro) hanno facilitato e stimolato un dialogo aperto e schietto fra imprenditori, manager e rugbisti presenti. Sono stati approfonditi alcuni aspetti del rugby che rappresentano ‘i fondamentali’ di una sana gestione aziendale: leadership riconosciuta; identita’ aziendale identificata, definita e comunicata; collaborazione basata su reale sostegno. Nonche’ aspetti che rappresentano utilissimi strumenti di gestione quotidiana: feedback costruttivo sulla prestazione lavorativa (che tutti devono ricercare a partire proprio dall’imprenditore o amministratore delegato); comunicazione; definizione dei ruoli e degli spazi d’azione.
Interessante anche la metafora che e’ emersa sul ruolo dell’arbitro, che rappresenta il mercato, e sulla necessita’ di saper dialogare in modo rispettoso e articolato con lo stesso (approccio tipico del mondo rugbistico).
Sono emersi anche temi chiave aziendale quali: una sana gestione del passaggio generazionale (basato essenzialmente sulla pratica dei ‘fondamentali’ di cui sopra) e soprattutto la necessita’ di riuscire a costruire un ordine di gestione e sviluppo all’interno di dinamiche caotiche e di incertezza (anche su questo si possono trarre dal rugby molti insegnamenti).
E’ stata una serata all’insegna della costruttivita’ e della positivita’ che fanno perno su un reale e praticato spessore umano. Uno spessore umano che si dimostra nel confrontarsi con una realta’ difficile in modo consapevole, acquisendo forza e consapevolezza nel migliorare i propri comportamenti per stimolare un necessario processo evolutivo sia a livello individuale che aziendale. A tal proposito mi ricordo un detto tipico della cultura nord americana ‘se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto’.
Di fronte alle indiscutibili dinamiche di cambiamento e incertezza attuali (e indubbiamente future) questa e’ una frase che dovrebbe farci riflettere; tutti noi potremmo prendere spunto dalle pratiche del rugby per identificare e assimilare alcuni comportamenti che ci conducano fuori da circoli viziosi di vittimismo sterile verso un modo di pensare e agire che possa generare un valore aggiunto che anche l’arbitro (mercato) possa gradire! (e quando l’arbitro gradisce il gioco diventa piu’ facile e scorrevole per tutti!).
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