19/11/2009

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Come e perchè il sapere fa veramente la differenza in tutti gli aspetti della complessa e globalizzata vita d’impresa odierna
Un riferimento chiave: ‘fidarsi del sapere locale’ ...

Il Professor Meir Russ ha iniziato a lavorare su teorie e pratiche del Knowledge Management (KM - gestione del sapere in azienda) molti anni fa; di recente è stato autore e curatore di un un libro originale per impostazione e approfondimento dal titolo “Knowledge Management Strategies for Business Development” (link )edito dalla IGI Global. Il Professor Russ afferma: “Nel 1997 ho sviluppato uno dei primi moduli a livello di Master post laurea che trattasse di knowledge management. Da allora ho svolto ricerca, consulenza e insegnamento sul tema in vari Paesi e università; non sono mai riuscito a trovare un testo di riferimento che soddisfacesse le mie esigenze... Questo libro è nato per realizzare questo sogno.” Lo abbiamo intervistato per approfondire radici e obiettivi di questo progetto editoriale.

Il libro presenta una prospettiva fortemente globale sia in termine di contenuti che di ricercatori e studiosi coinvolti. Come ha concepito e sviluppato il progetto in questo senso?

L’idea mi è sorta in modo spontaneo poiché faccio ricerca e collaboro con persone in tutto il mondo. L’implementazione è stata semplice: fra il network dell’editore e il mio network professionale e personale ho ricevuto le 25-30 proposte per capitoli di cui avevo bisogno.

Questa prospettiva globale e il fatto di lavorare con persone da vari Paesi le ha fatto cambiare alcune convinzioni che aveva sui temi di knowledge management e strategia organizzativa?

Veramente no. Questo lavoro ha rafforzato in me la convinzione che il più delle volte tutti noi, non importa dove, abbiamo a che fare con le stesse problematiche che richiedono soluzioni simili spesso basate sulla necessità di fidarsi del sapere locale; nel senso che la cultura locale ha un ruolo importante e per questo tu devi essere sempre pronto ad essere sorpreso di quello che arrivi a capire e scoprire.

Durante la crisi economica attuale molte aziende si devono concentrare su obiettivi di breve termine legati a cash-flow o drastiche riduzioni di costi. Questo spesso comporta che le aziende arrivano a un punto di stallo nel loro fare strategia. Come possono i concetti e le pratiche del Knowledge Manamente applicate al fare strategia essere di supporto a sbloccare la situazione?

Possono farlo facendo allineare la strategia del business a breve, medio e lungo termine con quella dei sistemi informativi e quella della gestione risorse umane. In questo modo il knowledge management puo’ concretamente contribuire a far identificare e sfruttare opportunità, ridurre i costi, incrementare le vendite e così via. Il primo aspetto è quello di fare si che tutti possano concentrarsi sul medesimo obiettivo in modo collaborativo. Il secondo aspetto è quello di premiare i comportamenti collaborativi (appunto nell’allineare e nel raggiungere gli stessi traguardi). Infine, il terzo aspetto è quello di assicurarsi che il management mostri onestà e trasparenza nel corso di tutto questo processo di evoluzione.

Bene, tutto questo è molto interessante, ma al tempo stesso piccole e medie imprese (la maggior parte delle aziende sia negli USA che in Italia) può percepire tutto questo come fuori dalla propria portata, dal proprio quotidiano; molto più vicino alla cultura e al modo di lavorare delle grandi aziende. Cosa pensa di questa riflessione?

Penso che non sia veramente così. La verità è che per la maggior parte delle piccole e medie imprese questi temi sono meno complessi viste le loro dimensioni; però questo non rende gli stessi temi meno rilevanti alla loro realtà. L’aspetto chiave qua è quello dell’approccio sistematico alla gestione aziendale stimolato dal knowledge management. In altre parole, come sia possibile come fare concretamente leva sul capitale umano che si ha supportandolo con gli appropriati sistemi informativi allo scopo di soddisfare le necessità di clienti in termini di prodotti e servizi e contemporaneamente gestire in modo efficace ed efficiente il rapporto con i fornitori.

Ma questo significa che imprenditori e manager al vertice delle imprese finiranno per perdere tutto il loro potere e controllo? In questo caso, perché loro dovrebbero sentirsi motivati ad implementare propriamente il knowledge management in azienda?

Perché sarà meglio anche per loro. Se vogliono persone che lavorino per loro con dedizione e creatività, è necessario che diano alle stesse spazio e strumenti per farlo. Se questo non avviene, la strada è una sola: senza via d’uscita. E a questo punto la domanda non sarebbe più ‘se’ ma piuttosto ‘quando’ si arriverà al fine corsa. Nel mondo accademico chiamiamo questo tipo di leadership trasformazionale o servente; negli aspetti pratici questo è appunto ciò che significa.

Un altro argomento molto discusso e controverso è quello riguardante il passaggio generazionale; riguarda aziende familiari ma anche multinazionali. Come possono appropriate strategie di knowledge management aiutare questo passaggio?

Lo possono aiutare moltissimo!!! Una ragione del fallimento di molti passaggi generazionali é dovuto al fatto che il sapere tacito non viene riconosciuto e non è apprezzato. Le persone finiscono per prendere per scontate troppe cose, per poi sorprendersi quando i risultati mancano. Il fallimento di passaggi generazionali nelle aziende di famiglia, spesso la terza generazione è l’ultima, è direttamente legato a queste osservazioni. Il sapere non si trasmette semplicemente per diffusione.

Riassumendo, il Professor Russ afferma che il sapere non si trasmette semplicemente per diffusione, ma bensì attraverso un processo che deve essere analizzato, controllato, sviluppato e tutto questo deve essere coordinato rispetto agli obiettivi complessivi dell’impresa. Questo è ciò che rende le strategie di knowledge management la leva reale allo sviluppo organizzativo di aziende piccole o grandi; tutto questo è ancora più concretamente rilevante in periodi di crisi ed incertezza come quello attuale. Il tutto si basa sul concetto di ‘fidarsi del sapere locale’; un concetto molto importante anche rispetto a quotidiano aziendale: significa infatti stimolare le persone ad esprimere e sviluppare il sapere e l’esperienza che hanno. In altre parole dare riconoscimento e vitalità al capitale umano presente in azienda. La bellezza di tutte queste idee è che funzionano realmente quando implementate in modo appropriato e la loro implementazione è molto più semplice di quanto si possa pensare. Il libro ne offre ampie dimostrazioni!

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