15/12/2009

dal pensiero all'azione
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Il Paese di Obama. Come è cambiata l' America
di Maurizio Molinari
recensione di Riccardo Paterni

Un libro interessantissimo per chiunque voglia veramente comprendere e confrontarsi con le dinamiche del cambiamento. Alidilà del titolo, l’America non è cambiata: sta cambiando; ma il mestiere di Maurizio Molinari rende informativa e intrigante la cronaca di questo percorso di cambiamento stimolato da Obama. Aldilà delle fazioni politiche e degli ideali alla base delle stesse, se si legge questo libro come una specie di ‘manuale al cambiamento’ sono vari gli spunti concreti che se possono trarre. Spunti che possono essere adattati e utilizzati in vari contesti: famiglia, casa, scuola, aziende, organizzazioni di settore e chiaramente anche una nazione. E’ possibile far questo senza nascondersi dietro la classica scusa: ‘ma queste sono solo americanate’; infatti alla radice delle dinamiche di cambiamento stimolate da Obama c’è la vera essenza di un vivere progettuale comune basato su: rispetto, pragmaticità e apertura al continuo apprendimento allo scopo di migliorarsi. Questi sono valori in relazione ai quali tutti ormai dovremmo imparare a misurarci.

Un vero progetto comune

Il primo aspetto che alimenta le forze del cambiamento consiste nel definire un concreto progetto comune; un progetto che sappia fare appello a quanto possa essere realmente condiviso da più parti come traguardo univoco raggiungibile attraverso l’unione delle forze. Per far questo è indispensabile avere la capacità di ascoltare veramente e di sapere interpretare situazioni e contesti da vari punti di vista. Il percorso di vita e formativo di Obama, ricco di diversità razziali, culturali e anche geografiche, gli ha dato una naturale marcia in più nel saper cogliere, identificare e definire questo traguardo comune. Definire un vero progetto comune significa saper ascoltare, anche con una buona dose di umiltà, per poi passare alla fase di azione con pragmatismo e decisione. Questo di per se comporta fare scelte che inevitabilmente si renderanno impopolari per alcuni ma che debbono sempre essere coerenti, in modo trasparente, rispetto ad una linea guida di medio-lungo termine relativa al traguardo definito. Se non si ha la competenza (saper ascoltare e saper scegliere), la determinazione (sapersi confrontare con gli inevitabili e prevedibili ostacoli di percorso) e il coraggio (saper fare scelte impopolari) difficilmente il cambiamento vero sarà implementato e di conseguenza il ‘vero progetto comune’ realizzato. Proprio per questo, per molti aspetti l’America non è cambiata (come indica il titolo del libro) ma sta cambiando seguendo un percorso che è molto legato alla capacità di leadership e di mediazione sul medio-lungo termine da parte di Obama.


“Una squadra di rivali”

Obama da anni ha preso come un modello di leadership quello del Presidente americano Lincoln. Il Presidente che ebbe il coraggio di confrontarsi con la Guerra Civile allo scopo di portare un vero senso di unione nazionale; il Presidente che mise fine alla pratica della schiavitù e che seppe stimolare uno spirito di reale evoluzione del sistema federale. Lincoln stimolò e promosse cambiamenti a dir poco radicali per il contesto sociale, politico e culturale dell’epoca. Fece questo avvalendosi della collaborazione fattiva di politici appartenenti a diverse fazioni. Obama è rimasto colpito da questo approccio di Lincoln approfondito in anni recenti nel libro “TEAM OF RIVALS The Political Genius of Abraham Lincoln” di Doris Kearns Goodwin (vedi questa recensione sul New York Times come nota sul tema http://www.nytimes.com/2005/11/06/books/review/06mcpherson.html ). Un tratto essenziale di questo approccio è legato alla determinata volontà di voler e saper dialogare non solo con chi sposa i nostri punti di vista ma anche, e soprattutto, con chi ha prospettive diverse. Ancora una volta ciò che emerge è un sano pragmatismo che va aldilà del colore politico per cogliere, premiare e valorizzare reali competenze professionali necessarie per identificare ed implementare concretamente un durevole cambiamento. Molinari descrive in modo chiaro e articolato il percorso formativo e di vita di vari membri del Governo Obama e dei suoi attivi sostenitori, evidenziandone la variegata provenienza politica, sociale, razziale e religiosa.

Nello spirito del ‘community organizer’

Un terzo aspetto chiave all’identificazione e implementazione di durevole cambiamento è quello di operare nello spirito del ‘community organizer’. Si tratta di un’attività svolta anche da Obama nei quartieri poveri a Sud di Chicago più di venti anni fa (attività che spesso si compie sotto forma di volontariato o comunque modestamente retribuita) che consiste nel calarsi nella vita, nel linguaggio, nelle problematiche quotidiane delle persone, allo scopo di aiutarle a confrontarsi in maniera attiva e propositiva con la loro realtà. In altre parole il punto di vista del ‘community organizer’ è necessariamente quello delle persone: concretezza, praticità, sostanza. Al tempo stesso, è anche un punto di vista che tiene ben presente una visione progettuale d’insieme ben più ampia, riuscendo ad introdurre nel contesto della vita quotidiana dei diretti interessati strumenti e spunti per migliorarla. (Già avevamo parlato su queste pagine http://www.sapereperfare.it/articolo.php?id=560 dell’importanza formativa di questo lavoro svolto da Obama al cui lui stesso fa spesso richiamo). Un ‘community organizer’ non è mai un politico di stampo classico; il fulcro del suo pensiero e della sua azione non è l’ideologia ne un colore o una presa di posizione di partito: agisce allo scopo di costruire in modo pratico e pragmatico e soprattutto creando un sistema che possa alimentarsi da solo nello spirito: ‘non si porta il pesce agli affamati ma si insegna loro a pescare’.

I temi del progetto comune; della ‘squadra di rivali’; dello spirito del ‘community organizer’ sono aspetti chiave che alimentano decisioni e azioni di Obama e del suo staff governativo. Sono decisioni e azioni che indubbiamente hanno messo concretamente l’America su un nuovo percorso di evoluzione e cambiamento. Un percorso difficile, arduo, pieno di insidie e imprevisti come è inevitabile che sia quando si cerca un cambiamento reale, migliorativo e duraturo.
Sono tanti gli spunti di natura culturale, sociale e politica che possiamo trarre da questo libro; ma anche se riuscissimo ad approfondire e far tesoro di quegli di natura organizzativa per le nostre aziende avremmo già compiuto notevoli passi avanti verso una reale evoluzione e un reale sblocco del sistema economico e sociale.

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