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I conflitti interiori: affrontare il nostro “peggior nemico” e accettarci per come siamo
In ogni situazione della nostra vita il “come siamo fatti” è fondamentale per determinare gli effetti che questa ha su di noi. Questo è facile capirlo quando da osservatori esterni vediamo persone diverse reagire in modo completamente diverso di fronte e a situazioni analoghe. Ma è molto più difficile quando siamo coinvolti in prima persona perché la nostra emozionalità spesso prende il sopravvento.
Moltissimi conflitti nascono proprio da questo: da un’errata gestione della nostra componente istintiva.
A molti sembra brutto da dirsi ma l’essere umano spesso ha comportamenti animaleschi e tribali che sono parte integrante della sua essenza e con cui ognuno di noi nel corso della vita si deve confrontare.Da qui l’importanza di confrontarci con noi stessi visto che in molte circostanze rischiamo di essere la causa principale delle nostre frustrazioni e insoddisfazioni a causa del nostro atteggiamento.
Ma come si può imparare ad essere critici con se stessi? E’ necessario non abbandonarsi al proprio modo di essere ma impostare un ben preciso percorso per imparare a conoscere noi stessi e quindi accettarci per come siamo. E il percorso dovrà essere fatto con schiettezza ed onestà per tirare fuori tutto quello che ci fa stare male e che non ci piace di noi stessi così da arrivare a gestire le nostre reazioni al meglio in qualsiasi circostanza, a maggior ragione se conflittuale.
La tipologia del percorso non è importante, quello che conta è l’obiettivo finale: imparare a conoscere se stessi senza paura delle proprie debolezze imparando ad accettarsi e soprattutto a capire che la propria vita è soggetta a continue interazioni con gli altri dove quasi sempre non si ha il controllo vero della situazione visto che non esiste una realtà assoluta, valida per tutti che è possibile modificare e indirizzare indipendentemente dagli altri, ma possiamo solo gestire le nostre reazioni e il nostro modo di leggere le situazioni. Questo non vuol dire che nella vita non bisogna agire o lottare per inseguire i propri obiettivi, ma che è necessario imparare ad accettare serenamente motivi e situazioni che percepiamo come negative.
Quindi il percorso non deve essere ipocritica o illusorio per dare la sensazione di aver capito tutto, quindi non può durare giorni o mesi, ma deve diventare parte integrante della propria vita perché la “formazione” di se stessi è una precisa responsabilità e necessità per vivere al meglio con se stessi e con gli altri soprattutto quando le situazioni sono conflittuali.
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