|
versione stampabile >>
UP IN THE AIR (sopra le nuvole)
Il significato del titolo originale di questo film “Up in the air” é duplice: da un lato fa riferimento ai 10 milioni di miglia che il protagonista ha accumulato nel suo viaggiare in lungo e largo negli USA per il suo lavoro (licenziare persone, lui - George Clooney - lavora per una una ditta specializzata nel settore); dall’altro lato il significato dell’espressione gergale è quello di vivere in un contesto d’incertezza in cui ci troviamo appunto ‘per aria’, in balia del vento e delle circostanze. Il film in realtà é meno banale di quanto apparentemente possa sembrare.
C’è un forte contrasto fra l’apparente sicurezza delle routine e della vita del protagonista (in giro per lavoro per più di 320 giorni l’anno e annoiato quando resta a casa, ma cosa rappresenta veramente casa?) e l’incertezza, il dolore, la sofferenza di chi si ritrova senza un lavoro spesso dopo ‘vari anni di leale servizio prestato all’azienda’; come affermano le varie persone che si trovano licenziate (chi con rabbia, chi con disperazione, chi con rassegnata apparente tranquillità - che si rivela poi drammaticamente tragica).
La sceneggiatura e la regia del film sviluppano in modo efficace questo gioco di ruoli fra l’apparente certezza e solidità delle routine lavorative del protagonista e l’incertezza e cambiamento che lo circondano e che lui stesso alimenta.
Tutto questo avviene finché il cambiamento non arriva ad impattare anche le consolidate routine del protagonista stesso: dapprima sotto forma di tecnologia che minaccia di modificare il modo con cui lavora (e di ridurre drasticamente il suo viaggiare!) poi varie circostanze lo portano a rendersi conto che tante certezze che lui stesso si è costruito sono in realtà “Up in the air”, appunto in balia del vento.
Il tutto lo porta a fare qualcosa con cui molti di noi si confrontano e con cui tutti ci dovremmo confrontare: acquisire consapevolezza su chi siamo (quali sono i valori di base che guidano il nostro agire quotidiano) e cosa sia per noi veramente importante fare. Questo non vuol dire assolutamente rinnegare i propri impegni, le proprie responsabilità, il proprio passato o presente; significa confrontarsi con presente e futuro in maniera più fluida, con una sana consapevolezza rispetto a tanti meccanismi di routine e false certezze che invece di darci serenità sono destinati a farci presto soffrire.
Il messaggio che io ho tratto dal film é che il fatto di vivere in un’epoca di forti cambiamenti e incertezze porta sicuramente a forti destabilizzazioni a livello individuale e sociale, al tempo stesso queste destabilizzazioni dovrebbero servire come stimolo a sviluppare un contesto lavorativo migliore che veda come protagonisti non aride routine o false certezze, ma la reale passione per ciò che facciamo che tutti noi abbiamo il diritto e dovere di scoprire e sviluppare.
Condividi su:
per ricevere automaticamente notizie in merito ad aggiornamenti nei contenuti >>
invia commenti e riflessioni a: feedback@sapereperfare.it
per proposte nell'ambito del progetto scrivi a: proposals@sapereperfare.it
|