07/06/2010

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L’ Articolo 41 della Costituzione. Altro che cambiarlo! E’ una lungimirante ispirazione alla sostenibilità!

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.


Questo è l’articolo 41 della Costituzione Italiana. Sintetico, diretto e chiaro nei valori che rappresenta:
1) iniziativa economica privata è libera;
2) questa libertà non può entrare in contrasto con l’utilità sociale (sicurezza, libertà, dignità umana);
3) indirizzo a fini sociali dell’iniziativa economica.

Proprio nei suoi valori non sembra affatto un testo che ha più di sessanta anni. Pare piuttosto (soprattutto alla luce dei disastrosi eccessi del mondo finanziario ed economico che hanno generato la crisi globale che stiamo vivendo) un testo estremamente lungimirante: non parla espressamente del concetto di sostenibilità (una parola che tutt’oggi lotta per conquistarsi uno spazio necessario nel contesto economico e finanziario attuale) ma di fatto ne evidenzia il significato più profondo: creare un senso di continuità, libertà e dignità diffusa per il presente e per il futuro.
L’articolo 41 fa poi richiamo genericamente al fatto che ‘la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali’. In altre parole in sede di stesura dell’articolo 41 si pensò semplicemente che sarebbe stato necessario creare un sistema di controlli e verifiche per assicurare che i valori fondamentali fissati dallo stesso venissero rispettati.


Un po’ di sano spirito critico...

Di fatto nel corso di questi sessanta e passa anni dall’entrata in vigore della Costituzione è questa parte burocratica che si è appesantita, mentre la parte legata ai sani valori e principi dell’articolo 41 viene spesso dimenticata, o ricordata solo per fini di pubbliche relazioni che poco hanno a che fare con la realtà quotidiana.
Infatti, oggi chi parla concretamente di fare impresa (‘iniziativa economica’) rapportando il concetto a fini sociali? (troppo spesso è l’egoismo, non l’altruismo il motore guida di un’iniziativa imprenditoriale - in molti affermano che questo è inevitabile, ma siamo sicuri che debba essere veramente così?) chi fa impresa tenendo quotidianamente e concretamente ben presente la salvaguardia della dignità umana e della sicurezza? e, soprattutto, chi fa tutto questo nella consapevolezza di portare avanti fondamenti e principi costituzionali che dovrebbero renderci orgogliosi dei valori alla base della nostra Repubblica?
In questi giorni si è parlato della necessità di modificare questo articolo 41 allo scopo di stimolare la libera impresa e dare impulso all’economia. Se si analizza bene il contesto alle sue radici (e non semplicemente dando ascolto alle rumorose propagande mediatiche) ci rendiamo conto che non sarebbe il suddetto articolo della Costituzione che andrebbe modificato (anzi alla luce di quanto sta avvenendo a livello finanziario ed economico globale andrebbe glorificato e approfondito nel suo messaggio per valori e lungimiranza) ma bensì solo leggi e norme di controllo che ne appesantiscono la parte attuativa.


... al servizio di un’innovare che porti ad un progresso reale!

Il voler modificare i valori e principi dell’articolo 41 introducendo in maniera esplicita concetti quali il ‘mercato’ o la ‘competizione’ (come è stato indicato da alcune forze politiche) non significa affatto modernizzare in senso progressista la Costituzione ma bensì sradicare dalla stessa principi che, se e quando concretamente applicati, potrebbero aver contribuito tangibilmente ad evitare tanti dei mali sociali legati alla corrente crisi finanziaria ed economica.
‘Mercato’ e ‘competizione’ sono concetti importanti quando associati in modo concreto alla reale libera concorrenza (non a monopoli mascherati da libera concorrenza come spesso accade per molti settori di mercato rilevanti e redditizi - e basta leggere le cronache quotidiane con un minimo di spirito critico per rendersene conto!) e alla salvaguardia della dignità umana. Quando questo non avviene, le conseguenze negative si fanno sentire prima o poi (e sempre più rapidamente) per tutti.

Si fa un gran parlare della necessità di innovare per scuotere un’economica in stallo; ebbene perché non prendere spunti concreti dai valori dell’articolo 41 per stimolare nascita e sviluppo di attività imprenditoriali sostenibili e volte al sostegno sociale? Si, mettiamo da parte, riduciamo, razionalizziamo, la costosa e logorante burocrazia ma alimentiamo con entusiasmo e creatività il reale spirito dell’articolo 41 della Costituzione. Altro che cambiarlo! Ne abbiamo un estremo bisogno!

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