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Il suono della domenica
Il romanzo della mia vita
Questo libro mi ha sorpreso. Mi è sempre piaciuta la musica di Zucchero ma sono sempre stato un po’ restio sul personaggio; ebbene qua il personaggio viene fuori come persona, come artista di una sensibilità di vita vissuta notevole. E’ un libro che coinvolge e che fa riflettere molto sulla natura ed evoluzioni dell’aspetto creativo di un artista mostrando l’inevitabile e potente legame con le radici della propria biografia.
Zucchero pare esprimersi con autenticità e genuinità sempre se uno sfondo di velata modestia permeato da insospettati tormenti emotivi. Questo libro prende per mano il lettore in un viaggio che affascina perché attraverso gli occhi dell’autore si finiscono per vivere almeno alcune delle esperienze che sono state anche nostre.
Avere uno spirito di esplorazione e creativo può rappresentare veramente un supplizio soprattutto quando le radici sono quelle della provincia e del forte attaccamento alla terra ai mestieri più umili ma al tempo stesso più nobili.
E’ bellissimo questo sottile equilibrio che Zucchero pare raggiungere, sicuramente a fatica e dopo un percorso emozionale e personale pieno di alti e bassi, fra queste sue radici contadine ed il mondo globale musicale in cui si e’ meritatamente inserito.
Il titolo stesso da un forte e chiaro richiamo a queste radici (anche a livello di base musicale che lui ha sempre avuto e ha con se!); radici che noi tutti dobbiamo riconoscere e utilizzare non per sentirci vincolati ma bensì per avere energia e visione per spiccare il volo.
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