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CRM. Non perdiamo di vista le PERCEZIONI DEL CLIENTE
Il CRM visto da una prospettiva psicologica e di psicologia sociale
Da quando negli anni
novanta Tom Siebel ha coniato e diffuso il termine CRM, si è parlato molto di
questo nuovo modo di gestire in maniera intelligente e razionale il rapporto con la clientela. Il concetto CRM
è quindi nato, e si è diffuso, come strumento tecnologico evoluto al
servizio delle aziende. Un mercato aperto da Siebel ha poi visto il
moltiplicarsi dell’offerta di prodotti sempre più sofisticati dedicati al
Customer Relationship Management. Tutto questo ha stimolato una crescente
attenzione al lato tecnologico dello strumento trascurando spesso
l’approfondimento dell’aspetto originale ed essenziale del CRM: la gestione
di reali relazioni con la clientela.
Riteniamo
utile parlare di CRM concentrandoci proprio sul fattore alla base di queste
relazioni: le percezioni del cliente. Utilizzando l’analisi di queste
percezioni presenteremo schemi guida di valutazione di strumenti CRM efficaci.
Faremo questo proponendo basi concettuali che abbiamo elaborato traendo spunto
dal libro “Rethinking the Sales Force. Redefining
Selling to Create and Capture Customer Value” di Neil Rackham e John De
Vincentis (McGraw-Hill Publishing
– 1999). Un libro che illustra la
prospettiva pratica del cliente come elemento chiave alla comprensione di
dinamiche commerciali ormai in continuo cambiamento. Esperienze vissute con
clienti in vari settori economici, ci hanno fatto giungere alla conclusione che
l’efficacia di un sistema CRM può essere misurata facendo riferimento alla
capacità dello strumento di supportare l’azienda nel rispondere alla domanda:
come creare valore aggiunto nelle percezioni del cliente?
In quest’ottica è sempre attuale il vecchio detto: “il cliente ha
sempre ragione?” . E’ possibile sfruttare questa prospettiva a beneficio di
una costruttiva e duratura relazione commerciale?
PERCEZIONI
Le percezioni del cliente
all’interno del contesto di una relazione commerciale possono essere
classificate in tre categorie di rapporto cliente/fornitore: la vendita
transazione; la vendita consulenziale e la vendita impresa.
Ciascuna di queste è caratterizzata da una diversa prospettiva del cliente,
prospettiva che ha un impatto diretto e sostanziale nel rapporto con il
fornitore.
La
vendita transazione ha come oggetto della fornitura prodotti
che nelle percezioni del cliente sono ben identificati anche nel dettaglio. Il
cliente sa esattamente cosa vuole, come e quando lo vuole. Fanno parte di questa
classificazione tutti i prodotti di commercio, beni durevoli e non durevoli dei
quali il cliente conosce bene le caratteristiche e le modalità d’uso.
La vendita
consulenziale ha come oggetto la fornitura di soluzioni a problematiche che
il cliente si pone ed intende affrontare. In questo caso il cliente percepisce
un problema in una maniera relativamente ben definita e percepisce di avere
bisogno di un intervento esterno, spesso un
know-how specialistico, per la risoluzione del problema stesso. Fanno parte di
questa classificazione tutte quelle attività di servizi che supportano il
cliente nell’identificazione del bisogno e ne propongono una soluzione.
La vendita
impresa è la tipologia di vendita più sofisticata e complessa. Ha
come oggetto la fornitura di una vera e propria partnership strategica e
operativa nella realizzazione di un progetto. Il cliente percepisce la necessità
di un supporto strategico ed operativo esterno alla realizzazione di un progetto
che altrimenti non potrebbe completare da solo. In questo caso l’analisi delle
percezioni del cliente è molto più complessa in quanto sono presenti molte
variabili che influenzano il suo modo di vedere il fornitore: presenza di un
know-how utile, struttura organizzativa adeguata, metodi di lavoro e di pensiero
in linea con i propri.
Attenzione,
queste categorie di classificazione non dipendono dalla tipologia di prodotto,
soluzione o know-how organizzativo, ma semplicemente dalle percezioni di quel
determinato cliente. In altre parole all’interno dello stesso contesto
(mercato dei viaggi vacanza) possiamo avere clienti che percepiscono il rapporto
come una vendita transazione (il cliente sa già nel dettaglio dove e quando
vuole andare), clienti che lo percepiscono come vendita consulenziale (il
cliente percepisce la necessità di andare in vacanza ma non sa bene ne dove ne
come ne quando), e clienti che lo percepiscono come vendita impresa (il cliente
vuole proporre un proprio spettacolo teatrale realizzato appositamente per il
contesto villaggi vacanza). Questo richiede una gestione del rapporto diversa in
ciascun caso proprio perché è diversa la percezione del cliente rispetto al
valore aggiunto prodotto dal fornitore.
VALORE AGGIUNTO
Il valore aggiunto è ciò
che costituisce il fattore cardine della percezione del cliente e lo guida
all’acquisto. Uno stesso prodotto, o uno stesso servizio possono avere un
valore aggiunto nullo nelle percezioni di un cliente o notevole nelle percezioni
di un altro potenziale acquirente. Per questo è necessario chiarire quali siano
le dinamiche psicologiche e di psicologia sociale (psicologia influenzata dal
contesto) che determinano la percezione di valore aggiunto nelle tre
classificazioni di relazione commerciale precedentemente descritte.
Nella
vendita transazione il valore aggiunto è percepito semplicemente nel risparmio
economico (a parità di prodotto le cui caratteristiche sono ben chiare e
definite dal punto di vista del cliente) e nella semplicità logistica di
acquisto.
Nella
vendita consulenziale il valore aggiunto è percepito da quanto la
soluzione proposta dal fornitore soddisfi il bisogno del cliente, in altre
parole sia “calzante” rispetto alle sue necessità.
Nella
vendita impresa il valore aggiunto è percepito dal grado di utile
concretezza operativa e strategica organizzativa trasmessa dal fornitore. In
altre parole dalla valutazione basata su elementi concreti di quanto
effettivamente quanto offre il fornitore, in termini di know-how e
organizzativi, rappresenti complessivamente il modo più adeguato di affrontare
la realizzazione di un progetto comune.
CRM AL SERVIZIO
DELLA PERCEZIONE DI VALORE AGGIUNTO DEL CLIENTE
Che significato ha tutto
questo in termini di sviluppo e gestione di un sistema CRM? La considerazione di
base da fare è che un CRM è efficace quando supporta l’azienda nel
comprendere ed influenzare in modo pratico e mirato le percezioni del cliente.
Il fattore di successo di uno strumento CRM quindi varia in funzione della
tipologia di relazione commerciale.
Nel
contesto della vendita transazione uno strumento per il CRM è efficace
nella misura in cui consente all’azienda fornitrice di analizzare dati e
proporre soluzioni relative ai due aspetti chiave nella percezione del valore
aggiunto: prezzo e logistica di acquisto. L’obiettivo è quello di ottimizzare
la gestione di questi due aspetti nell’ambito della transazione commerciale.
In tal senso, il CRM deve rappresentare un supporto concreto alla risoluzione di
problematiche quali: l’azienda
fornitrice ha modo di essere consapevole del livello di prezzi applicati da
concorrenti per lo stesso prodotto? Come è possibile semplificare al massimo
l’atto di acquisto in termini di tempo e difficoltà operativa vissuta dal
cliente? E’ possibile creare analisi statistiche su questi fattori ed
innescare procedure di miglioramento costante su queste variabili?
Nel
contesto della vendita consulenziale
uno strumento per il CRM è efficace nella misura in cui supporta
l’azienda fornitrice nell’influenzare positivamente le percezioni del
cliente riguardanti la soluzione proposta. Una soluzione che deve essere
percepita come pienamente adeguata rispetto alle proprie necessità o almeno
come la più adeguata rispetto ad altre alternative. In cosa deve consistere
questo supporto? Innanzi tutto nel facilitare l’azione del fornitore nel
compito difficilissimo di stimolare il cliente ad articolare al meglio la natura
delle proprie necessità. Da un punto di vista pratico di relazione, un fattore
chiave nella vendita consulenziale è la capacità di ascolto attivo (saper
ascoltare e saper porre le giuste domande) manifestata dal fornitore. Uno
strumento CRM deve rappresentare un supporto concreto su questo tema. Oltre a ciò
lo strumento deve anche consentire una dettagliata analisi delle necessità
articolate dal cliente nel corso non solo di una singola relazione commerciale,
ma nel tempo. Questo allo scopo di
rendere l’azienda sempre più efficace nella capacità non solo di servire le
necessità del cliente ma anche di prevederle da un punto di vista di contenuti
e aspetti temporali. I call-center
più organizzati ed efficaci (ancora una volta nelle percezioni del cliente)
utilizzano la tecnologia CRM seguendo questi schemi guida.
Nel
contesto della vendita impresa l’efficacia di uno strumento CRM è
valutata nella misura in cui consente all’azienda di articolare e comunicare
efficacemente al cliente le caratteristiche di know-how e organizzative che sono
percepite come più adeguate al contesto progettuale che si intende sviluppare.
Da un punto di vista pratico, di gestione ed analisi di contenuti, la gestione
di dati ed informazioni diviene sempre più complessa ed, al tempo stesso,
sempre più essenziale da parte del fornitore. Uno strumento CRM efficace deve
gestire in modo efficace almeno due tipologie di contenuto. Un contenuto
riguardante l’analisi e la scomposizione anche dettagliata del know-how
organizzativo aziendale. Un secondo contenuto riguardante modalità di analisi
scomposizione delle necessità progettuali del cliente. Tutto questo allo scopo
di saper rapportare in modo analitico e descrittivo le caratteristiche
dell’azienda fornitrice rispetto alle necessità progettuali del cliente.
Nel presentare questa
breve descrizione del naturale rapporto fra uno strumento CRM efficace e le
percezioni del cliente, abbiamo volutamente rappresentato una realtà
concettualmente semplificata. Infatti, le tre tipologie di vendita utilizzate
come categorie di classificazione non hanno in realtà dei bordi di confine ben
marcati: si distribuiscono su una linea continua che va dalla vendita
transazione allo stato puro alla più sofisticata vendita impresa. Volutamente
abbiamo scelto di semplificare questo contesto allo scopo di fornire comunque
spunti concreti di riflessione su quali siano i fondamentali fattori guida allo
sviluppo di soluzioni tecnologiche CRM efficaci. Un’efficacia basata su
due fattori: 1) tenere in forte
considerazione gli aspetti pratici della transazione commerciale visti dalla
prospettiva del cliente; 2) tenere
ben presente che, almeno da un punto di vista psicologico e di psicologia
sociale, sono sempre e comunque le
percezioni del cliente che determinano il successo di strumenti,
prodotti, soluzioni e organizzazione del fornitore.
Alla
luce di queste considerazioni il cliente indubbiamente continua ad “avere
sempre ragione” nel come percepisce il proprio problema ed il valore aggiunto
alla soluzione di questo problema; sta poi al fornitore, supportato da strumenti
come un efficace CRM, proporre prodotti e soluzioni che stimolino e soddisfino
queste percezioni per un successo duraturo del rapporto commerciale.
Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista "SISTEMI & IMPRESA" Ottobre 2003
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